
Arte
ESC-PERIMENTA
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare?
A cura di
Bernardo Maccari
Immagine di
Nicolò Soffietto
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Nell’ottica di accompagnare ai propri ideali, nei limiti che questi delineano, qualcosa di concreto, è fondamentale considerarne le possibili realizzazioni pratiche.
Nel caso del collettivo Sineforma questi ideali sono molto chiari: la visione dell’arte come qualcosa di necessario in quanto espressione della creatività del singolo; la visione dell’arte come di un qualcosa di cui è altrettanto necessario riconoscere il valore anche da un punto di vista pratico, a cui è necessario permettere di espandersi anche nella sfera concreta delle vite delle persone. Non esiste l’uno senza l’altro, né è possibile un cambiamento sostanziale delle dinamiche cui il mondo della cultura è costretto a sottostare se non si iniziano a indagare modalità che consentano un equilibrio virtuoso tra queste, egualmente importanti, elaborazioni dello stesso concetto.
Sulla base e come diretta conseguenza di questa presa di posizione, Sineforma professa l’ideale del mecenatismo culturale, e di questo mecenatismo culturale professa l’orizzontalità. Non intende dunque porsi al di sopra dei creativi ai quali vuole procurare un palco, ma insieme a loro iniziare ad occupare gli spazi intorno al palco in cui l’arte, spesso, fatica a muoversi. Sono quattro i valori fondamentali cui si ispira l’azione del collettivo:
- L’arte intesa come lavoro a tutti gli effetti, il conseguente riconoscimento della dignità professionale degli artisti;
- L’importanza delle periferie e dei luoghi alternativi come spazi vitali per la cultura, da sottrarre alla marginalità e in cui portare valore artistico;
- La coesione sociale, ossia il ruolo dell’arte nel favorire aggregazione, il dialogo e il senso di comunità tra le persone;
- Il diritto alla sperimentazione, inteso come libertà di osare e innovare nei linguaggi artistici senza censura né conformismi.
Poggiate delle solide fondamenta dal punto di vista valoriale è naturale che su queste si debba costruire qualcosa di pratico. Sarebbe assurdo stupirsene, soprattutto in questo caso, nel caso di un gruppo che sostiene apertamente la necessità di dare rilievo – anche – a considerazioni pratiche nell’approcciare l’infinito reame del creativo.
Come farlo, dunque? Impegnandosi, precisamente, ad aprire degli spazi. Il collettivo ha come obiettivo quello di creare una piattaforma fortemente sperimentale e multidisciplinare in cui possano intrecciarsi musica, performance e arti visive combinandole in un’unica esperienza coesiva attraverso l’organizzazione di una serie di eventi itineranti, il cui minimo comun denominatore è una specifica struttura valoriale, ma caratterizzati da tematiche ogni volta diverse. È un percorso in divenire: un percorso di eventi culturalmente innovativi che, partendo da questa prima edizione, viaggeranno in luoghi diversi mantenendo intatta la filosofia di fondo.
La prima tappa di questo percorso si svolgerà ad ESC, l’8 e il 9 novembre.
ESC, atelier autogestito, è una realtà fondamentale negli equilibri espressivi del quartiere di San Lorenzo, a Roma. Attivo sin dal 2009, come tutti gli spazi associativi alternativi ha dovuto reagire a tentativi di sgombero, a pressioni da parte del comune, ai generali impedimenti tipici dei luoghi in cui si cerca di proporre una modalità alternativa di fare aggregazione. Attraverso il coinvolgimento di partner musicali, come l’etichetta discografica Luminance, specializzata in musica ambientale sperimentale, o attraverso il coinvolgimento di artisti performativi, come i membri del collettivo Sensorium o ancora attraverso l’allestimento di esposizioni curate da diversi artisti visivi, Sineforma si propone di riempire gli spazi fisici di ESC sempre avendo considerazione delle motivazioni che hanno eletto a guida delle loro scelte e della loro proposta artistica.
Il programma, che si dipana lungo due diverse giornate, e che può essere consultato qui sarà costellato da momenti di creatività. Tutti momenti apparentemente isolati, come macchie che puntellano una tela bianca, cui ognuno potrà dare il suo personale significato, confrontandosi con ciascuno di esse o solo con quelle che vorrà, eventualmente, tra di loro, collegandole.
Dal manifesto del collettivo Sineforma:
(Siamo qui, perché…) I luoghi dove l’Arte vieneaccolta definiscono a loro volta il significato e il
significante dell’azione artistica espressa. Nei luoghi
dove nascono contingenze sincere, dove si
concretizza la possibilità di interazioni basate sulla
volontà comune di perpetuare tale ricerca, noi
apriamo le porte a possibilità che esprimano
l’inatteso, perché l’Arte e la Vita si intersechino ed
evolvano.
Viviamo una realtà asservita, negligente nei riguardi
dell’intelletto, del rispetto e della cultura.
(Siamo qui, perché…) Basandoci sulle parole di
Theodor Adorno: «Il compito attuale dell’Arte è
introdurre il Caos nell’ordine», dichiariamo che la
dedizione degli artisti si adopera contro la censura e
il suo utilitarismo, deve parlare della società e della
libertà di sperimentare, di osare, per la libertà di
pensare e di esprimersi.
L’arte accade dove c’è urgenza, accade dove si apre
uno spazio per sentire, per dire senza mediazioni.
Per essere, senza vincolo e senza restrizione.



