Spira Festival

Ne dobbiamo parlare

vieni,
porta la tua voce
e lascia il tuo segno,
perché dobbiamo parlare.


Si conclude così il manifesto di Conversatorio: con una chiosa a metà tra la dichiarazione d’intenti e l’invito. Di fatto va bene così: l’intenzione si è tramutata, concretamente, in un invito. Nello specifico in un invito a Spira festival i prossimi 19 e 20 settembre. 

Iniziamo con delle indicazioni logistiche basilari: Spira festival si tiene, ancora una volta, negli spazi di Villa Alberti, a Signa, a pochi minuti da Firenze. 

L’ingresso è a offerta libera. Gli eventi inizieranno sia il sabato che la domenica a partire dalle 16.00. In entrambi i casi a dare il via alle danze sarà un laboratorio, Vocifera, curato da Giulia Mangiaracina e Marzia Magnanini. Il laboratorio: “esplora ciò che accade quando voce e movimento smettono di essere pratiche separate e diventano un unico gesto. Indaga il suono prima del canto e il gesto prima della forma, finché i due atti si contaminano fino a creare un corpo sonoro comune, capace di muoversi, ascoltare e trasformarsi nello spazio. La voce verrà esplorata come una forza capace di orientare il movimento, intima e sotterranea o lanciata nello spazio. Il laboratorio invita a incontrare la propria voce creativa prima che venga addomesticata e giudicata, allentando i meccanismi di vergogna e autocensura che spesso la trattengono”. Dei risultati del laboratorio sarà effettuata una restituzione domenica alle 19.30.

A seguire, entrambi i giorni, una conversazione, in entrambi i casi moderata da Conversatorio, durante la quale verranno sollevati e affrontati in una tavola rotonda temi per i quali Spira cerca di creare uno spazio. In questo caso specifico il tema è l’abitare: il Territorio, sabato e il Digitale, la domenica. 

Gli ospiti che porteranno il loro contributo a questa conversazione (tra i quali, con orgoglio, c’è anche RatPark), sono stati invitati per dare a queste tematiche il ruolo e il respiro che meritano, con lo scopo di creare un momento di confronto attivo e positivo; sempre citando dal manifesto, sono stati inviati: con l’obiettivo di riportare la conversazione al centro della scena socioculturale fiorentina. Tra di essi La Redazione Empoli, Gam, Lungarno; Federico D’Annunzio, Giulia Cavallini, Sonny Masoni.

A chiudere il palinsesto, che prevede comunque per tutta la durata del festival la presenza di mercatini di realtà territoriali, una sostanziosa parte dedicata alla musica, cui Spira vuole dare un ruolo preminente nell’economia della riqualificazione del contesto sociale fiorentino. La programmazione, che si dipana su entrambe le serate,  è in aperto contrasto con il meccanismo tristemente ben oliato di un panorama musicale, quello di Firenze e dintorni, la cui tendenza a inciampare su sè stesso è quasi proverbiale. 

Il contesto fiorentino, dice il manifesto di Conversatorio, in cui siamo cresciuti e in cui ci siamo resi attivi, è da sempre stato – soprattutto dal punto di vista artistico – ben saldo alle sue radici, e restio alla novità e al cambiamento. Non è questo l’obiettivo, in questo caso: a suonare saranno, tra gli altri Ethan, Millealice, Cucina Sonora, gli Abbuopillonzi.

Sono dunque queste le opportunità che si pareranno davanti a chiunque abbia il coraggio di spingersi fino a quelli che possono sembrare gli estremi di una citta che con così tanta violenza cerca di scacciarci dalle sue parti centrali. Un piccolo gesto di protesta. Ma anche Signa, se lo si vuole, può essere il centro del mondo: figuriamoci quello di Firenze.

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