Futuro – Editoriale N.05

Cos’è il futuro? La risposta più naturale sarebbe quello che accadrà tra un anno, magari, tra un mese, o anche solo fra un’ora. Ma questa definizione è troppo limitante. Perché il futuro, come il tempo, è relativo, e personale, terribilmente personale. Futuro non è solo quello che accadrà, è soprattutto quello che potrebbe accadere. Dunque, non è un mero calcolo probabilistico, ma una sensazione, una prospettiva.

Ognuno di noi spera qualcosa per il futuro, o teme, alla stessa maniera. Il futuro, che si stia pensando in grande o in piccolo, è fatto di desideri, di timori, di incertezza o di speranza. Guardando al nostro mondo attuale, di futuro si parla in continuazione. C’è chi fa piani, chi prevede o cerca di prevedere, nel tentativo, forse vano, di controllare ciò che deve ancora accadere. O chi, alla stessa maniera, cerca di non dargli troppo peso. Chi pensa sia meglio vivere alla giornata, concentrarsi sul presente. C’è chi è ottimista, e pensa che sarà roseo. C’è chi invece vede tutto nero, e non prevede niente di buono per l’avvenire. O chi, forse in maniera più realista, semplicemente crede che la verità stia nel mezzo, che non ci sarà né bianco né nero, ma il solito grigio.

Quel che conta, è che di fronte a tutti questi modi di affrontare il futuro, la verità ultima è una e una sola: nessuno di noi può realmente sapere cosa sarà. Certo, si possono cogliere degli indizi dall’attuale situazione, che non è proprio rose e fiori. Di problemi il mondo, come sempre, è pieno, e non staremo qui a elencarli.

Ma noi di RatPark proprio di questa impossibilità di sapere parliamo in questo nuovo numero. Come ci racconta Irene (p.28), che parla di questa incertezza alle nuove generazioni; o come il racconto di Leonardo (p.70), ironico e tagliente. E che dire del mondo del cinema (p.84), dove l’AI prende piede sempre più velocemente? O di quello della musica (p.114), dove gli ologrammi forse sostituiranno gli artisti nel giro di qualche decennio? Che male c’è, in fondo, ad ammettere che le possibilità sono infinite, e che ogni idea riguardo al futuro non può essere esclusa a priori?

Il Numero 05 si propone allora di presentare prospettive e previsioni, speranze e timori, fondati o meno, per quello che voi considerate e noi consideriamo come futuro. Che siano probabili o possibili, vicini o lontani, felici o drammatici, non sta a noi giudicarlo. Perché, in fondo, questo è ciò che rende il futuro privo di una caratterizzazione. Non sta a noi giudicarlo, ma a coloro che lo vivranno. Non è il nostro tempo, ma di coloro che verranno. Cosa diranno guardandosi indietro, cosa diremo noi stessi guardandoci indietro, questa è la domanda. Sarà veramente come ce l’eravamo immaginato? 

spot_img

Altri articoli

Kilowatt

L’energia e la cultura si misurano in Kilowatt

“La nostra forza è non aver mai preso la strada corta”, spiega Luca Ricci, fondatore di Kilowatt...
Jungle Julia

Il corpo, la terra e le domande sul presente

Intervista a Jungle Julia, nome d’arte di Giulia Covitto, cantautrice toscana che racconta il nuovo progetto Ora...
Odissea

Odissea, il mito che degrada nella storia

Odissea dialoga con tutta la produzione del regista inglese, in particolare con Oppenheimer e Interstellar, e con...
Nýló

Nýló: l’arte islandese rifiuta di cristallizzarsi

Il Living Art Museum (Nýlistasafnið), noto come Nýló, si trova nel porto di Reykjavík. Qui, il cemento...